mercoledì 27 gennaio 2016

Scusa n. 71 - Ho un figlio in carriola, ops, in carriera!

Il vostro cucciolo si è finalmente laureato e ha cominciato a guardarsi intorno alla ricerca di un posto di lavoro? Be', allora vi informo che dovrà guardare molto, ma molto lontano affinché le sue speranze possano (forse) materializzarsi. Ben consapevole di questa amara realtà, il volenteroso pargolo non si è fermato alla laurea: ha voluto ulteriormente investire nella sua formazione, specializzandosi e facendo un costosissimo master all'estero. Ma, al suo rientro in patria, ancora niente da fare. Ha provato di tutto, incluso il ricorso alle raccomandazioni, persino quelle più improbabili, ma anche stavolta gli hanno risposto picche. Che pensi, bello? Oggi come oggi, per conquistarsi un posticino al sole, ci vuole la raccomandazione della raccomandazione, per cui, hai voglia a pedalare!
Poi, improvvisamente, l'idea grandiosa, il colpo di genio in grado di riallineare ogni aspettativa e di tingere di rosa il futuro lavorativo del nostro working boy in fieri: un corso di cinese full immersion, che affianchi alla teoria un po' di esercizio sul campo, magari infiltrandosi in un laboratorio abusivo di botti di Capodanno, posto in località Pignasecca,con il duplice risultato di affinare l'idioma dell'Estremo Oriente e di farsi le ossa nel mondo del lavoro. Ed ecco, dopo sei mesi di onorata militanza nelle fila degli indefessi lavoratori dagli occhi a mandorla, l'amata progenie è pronta a spiccare il volo: il suo datore di lavoro, l'inflessibile Liang Hu Chen, per premiare la sua abnegazione e, soprattutto, la sua resistenza fisica, gli ha fornito, a proprie spese, un biglietto di sola andata per Tientsin, dove, in una fabbrica di gadgets originali della SSC Napoli, potrà davvero esprimere al massimo il suo potenziale, in concorrenza con lavoratori ben più agguerriti dei cinesi napoletani, che, a forza di sfogliatelle e babà, si sono nu poco ammosciati (come non giustificarli, del resto!)
E voi? Qual è il vostro ruolo in questo complicato complotto a danno dell'economia occidentale? Ovvio, quello di rifornire periodicamente il rampollo di congrue derrate alimentari (really) made in Italy, che vi premurerete non solo di preparare ma anche di consegnare personalmente.
Hai visto mai che, durante i vostri lunghi soggiorni cinesi, pure quelli di Tientsin si addolciscono un poco e vostro figlio rimedia una supel-plomozione?


venerdì 22 gennaio 2016

Scusa n. 70 - Tacco 12 si nasce!

Siete amanti del tacco 12, e questo pure le pietre lo sanno. Siete consapevoli che il tacco 12 scatena nell'immaginario maschile fantasie tutt'altro che caste, e questo pure le pietre lo (ri)sanno. Siete disposte a sfoggiare il tacco 12 a qualsiasi costo e in qualsiasi circostanza, fosse pure per andare un attimo dal verdumaio sotto casa, e questo pure le pietre lo (ari)sanno. Insomma siete delle fanatiche di questo genere di articolo, e nel guardaroba avete una collezione infinita di scarpe con tacchi di ogni tipo: a spillo, a stiletto, cubano, italiano, Luigi XV, a cono, a campana, a rocchetto, a cuneo, a zeppa, quadrato. La mattina perdete mezz'ora solo per decidere quali scarpe indossare, finendo sempre per fare la conta, a guisa di una bambinetta dinanzi alle due mani chiuse ed incrociate.
Essere impeccabili è il vostro must e, neanche a dirlo, le scarpe sono per voi il principale biglietto da visita. Nei loro confronti avete una cura maniacale: le trattate con prodotti adeguati che le preservino nel tempo, state sempre a pulirle e lucidarle, sia quando le indossate che quando le riponete. Sono tutte scrupolosamente catalogate per tipo e per anno e luogo di acquisto.
Ecco,  stamattina, in abbinamento ad un completino stile divisa di Hermione Granger in Harry Potter, corredato da knee-highs rigorosamente blu navy, avete optato per delle deliziose calzature con cinturino e con tacco a cuneo. Visibilmente soddisfatte per la vostra scelta, siete uscite baldanzose verso il vostro destino, ma, ahimè, qualcosa non è andata nel verso sperato: un maledetto piccione vi ha scagazzato proprio sul vostro orgoglio, su quelle magnifiche ed introvabili scarpette... La vostra pressione è fulmineamente schizzata a mille e, nella foga di ripulire immediatamente il nauseabondo oltraggio subìto, avete perso l'equilibrio e la vostra sottile caviglia ne ha pagato le conseguenze per almeno 20 giorni: fasciatura rigida istantanea e riposo! Di tacchi neanche a parlarne per almeno un ulteriore mese, figuriamoci, poi, di intrattenimenti da geisha. Non perdete l'occasione, dunque: alzate l'unico tacco rimasto e salutate il povero pollo con un caloroso Adios, amigo!



lunedì 18 gennaio 2016

Scusa n. 69 - 'Maramao', perché sei vivo?

Oggi è una di quelle giornate decisamente no. Talmente no che non vi va nemmeno di parlarne.
Siete come circondate da una nube scura, una coltre di nebbia fitta ed imperscrutabile, al punto tale da poterla quasi tagliare con un coltello.
Chi ha provato a rivolgervi la parola è stato liquidato in malo modo, con un'occhiata capace di gelare il Sahara, figuriamoci il sangue che gli scorre nelle vene!
La situazione va avanti da un bel pezzo e qualcosa a lui non torna: al mattino vi ha lasciate apparentemente normali ed ora vi ritrova sbroccate, in tilt, con ogni linea di comunicazione interrotta. La cosa peggiore è che vi siete chiuse a riccio e non gli permettete in alcun modo di acquisire il benché minimo elemento capace di fare un po' di chiarezza su questo guazzabuglio. Lui neanche immagina cosa si sia consumato tra quelle quattro mura, una tragedia di una portata tale che l'unica plausibile reazione da parte vostra è stato il silenzio: Maramao, il vostro gatto o, meglio, la palla di pelo di circa 10 kg (essì, avete letto bene, perché Maramao non lo batte nessuno in fatto di pappatoria!), stavolta l'ha fatta grossa: data la sua stazza, ha sopravvalutato la sua agilità e, calibrando male il salto sul frigorifero, ha fatto rovinosamente cadere a terra la boccia di Nemo, il pesce rosso. E non è finita qui: la sua incontenibile voracità lo ha indotto senza alcuna remora a fare di Nemo un solo, gustosissimo boccone, lasciando a voi soltanto i cocci di vetro da ripulire.
Ma, più di ogni altra cosa, siete disperate per non aver potuto evitare la sciagura e il povero Nemo, a conti fatti, ci ha rimesso le pinne. Siete davvero a pezzi, straziate dall'incolmabile vuoto che ha lasciato in voi la tragica perdita. Ma dai, che sarà mai? L'armonia con il vostro trottolino vale forse meno di un viscido pesciolino da Luna Park?  Beh, in effetti...


giovedì 14 gennaio 2016

Scusa n. 68 - Chi non balla 'afro', fuori moda è!

La routine quotidiana vi ha stancato e per trasformare la solita zuppa avete deciso di iscrivervi ad un corso di danza moderna. Non vi siete, tuttavia, accontentate della palestra sotto casa. Il vostro scopo non è quello di fare un po' di movimento tanto per riattivare la circolazione; voi siete alla ricerca di qualcosa di esplosivo, qualcosa di liberatorio, di cui poter parlare a ragion veduta nei circoli pseudo-intellettualoidi dove vi incontrate con le vostre amiche radical chic. Insomma, tutto ciò che rientri nel genere balli latino-americani o danza del ventre non fa parte del vostro repertorio ideale. A voi serve qualcosa che faccia effetto, che sia davvero in grado di stupire le vostre interlocutrici, perché se gli uomini fanno a gara a chi ha le prestazioni migliori, voi fate a gara a chi riesce ad imporre alle altre una nuova tendenza, la vostra!
E allora, pensa e ripensa, cosa vi è venuto in mente? E se andaste a quel centro sociale che di recente ha accolto un bel po' di neri dell'Africa profonda?  Potreste, con un tantino di savoir-faire, carpire loro i segreti delle danze tribali, quelle vere, non edulcorate dai ritmi e dalle melodie occidentali e, addirittura, dopo avere sfoggiato la vostra magnetica performance alla presenza delle amiche, potreste pensare ad un vero e proprio business: un bel corso di African Tribal Dance, per il quale, state certe, le radical chic faranno a pugni.
E se lui, pur di elemosinare un briciolo della vostra attenzione, tentasse di minimizzare la vostra iniziativa? Beh, le sue possibilità di successo sarebbero prossime allo zero periodico, in quanto, carino, in questo ballo c'è in ballo la vostra radical leaderchic!





martedì 12 gennaio 2016

Scusa n. 67 - Saldi in vista: ciccio, I need you!

Assafa'! Sono arrivati i saldi di fine stagione e noi donne possiamo finalmente scatenare lo shopping compulsivo. Solleticate dallo sfavillio e dagli ammiccamenti delle vetrine, abbiamo atteso tutto l'autunno e buona parte dell'inverno, autobacchettandoci le mani protese verso il portafogli. Ma l'attesa e l'astinenza forzata sono state infine ripagate. I negozi hanno lanciato il -30 e, in alcuni casi, il -50%, e tant'è: adesso siamo in pista, e qualsiasi ostacolo si frapponga tra noi e lo scontrino verrà letteralmente polverizzato.
Ogni tassello comincia a trovare il suo posto, tutto si allinea meravigliosamente, come nella più straordinaria delle congiunture astrali, tutto tranne un particolare: le nostre finanze versano in condizioni catastrofiche e, comunque, ben al di sotto di quanto ci siamo figurate per rimpinguare il nostro guardaroba. Che fare? La soluzione ce l'abbiamo in tasca: occorre che entri in scena lui, il nostro trottolino, la nostra Mastercard senza limite di spesa, la nostra fidejussione a tempo indeterminato.
Lusingandolo ed abbindolandolo come solo noi siamo in grado di fare, lo trascineremo nel nostro pomeriggio di ordinaria follia, facendogli provare l'ebbrezza dello shopping sfrenato, della ressa davanti al negozio di tendenza all'ora di apertura, dell'accaparramento della taglia S all'ultimo sangue (anche se non ci stiamo dentro!).
Lo bombarderemo di immagini flashate, entrando ed uscendo dai camerini di prova con le più improbabili delle mise e con un duplice obiettivo finale: azzerare il plafond della sua carta di credito e riportarlo a casa mezzo morto.
Dite la verità, siamo o no delle diavole?


venerdì 8 gennaio 2016

Scusa n. 66 - Metti una sera a cena...

Quando realizzo che Jovanotti è ormai una pop star affermata o che la Littizzetto è stata di fatto consacrata dai lettori una colonna portante della letteratura italiana, con, al proprio attivo, milioni di copie vendute, allora mi convinco, senza alcun pudore o remora, che anche io, che in cucina sono una semi-schiappa, posso, anzi, pretendo di partecipare e di vincere a Masterchef!
Per approdare al furoreggiante programma televisivo sono pronta a tutto: ricorrerò ad ogni espediente lecito o meno, a tutte le mie conoscenze, risalendo fino all'asilo infantile, purché, alla fine, quel posto sotto i riflettori sia mio!
Non so una cippa (giusto per citare la Somma Poetessa Littizzetto) di cucina? Poco importa: rimedierò lanciando un nuovo stile ai fornelli, la cucina all'impronta, ossia predisposta su due piedi, in base agli ingredienti a disposizione. Ramsay, Bottura, Cracco? Roba superata, tutti dinosauri destinati all'estinzione!
Sono sicura: come disse il buon Totò, la scienza va premiata e, in questo mondo di nuovi e fulgidi valori, quali approssimativismo, incompetenza e presunzione, la vittoria sarà mia!
E voi, volete forse fare la figura delle povere strulle? Certo che no! Rompete allora ogni indugio e seguitemi: che diamine, c'è posto per tutte a Masterchef!


lunedì 4 gennaio 2016

Scusa n. 65 - 'Pronto, il Telefono Rosa?' 'Oui, c'est moi'!

E se vi avessero detto che un giorno sareste diventate referenti locali del Telefono Rosa ci avreste creduto?
Beh,  l'incarico è senza dubbio di tutto rispetto e sulla violenza perpetrata ai danni delle donne c'è ben poco da scherzare.
La vostra sensibilità e il vostro coriaceo senso di appartenenza al gentil sesso hanno reso la vostra scelta di unirvi all'Associazione in questione un vero e proprio must. Sicché, quando vi hanno proposto di dedicare parte del vostro tempo a questa nobile causa, non vi siete tirate indietro, anzi, avete prontamente aderito, dando piena disponibilità a sostenere donne meno fortunate di voi.
E si sa che, trattandosi di abusi e violenze, l'aguzzino non chiede alcun permesso, né tanto meno fissa un appuntamento sulla sua agenda: dovrete essere pronte ad accogliere le richieste di aiuto delle malcapitate a qualsiasi ora del giorno e della notte e, quindi, dovrete farvi carico di continue turnazioni ai centralini del Telefono Rosa.
Nonostante ciò, nulla può fermarvi e la vostra militanza nell'Associazione è cosa fatta: in quattro e quattr'otto siete alle prese con le più sconvolgenti testimonianze di violenza becera che si possa immaginare. Poi, un giorno, vi arriva una telefonata quanto mai singolare: dall'altro capo del telefono una voce in falsetto che, tuttavia, ha un non so che di familiare. Farfuglia qualcosa a proposito di un partner non meglio specificato che non perde occasione per tagliare sistematicamente la corda con scuse al limite della fantascienza e che perpetra a suo danno una violenza psicologica pari per intensità ed effetti a quella fisica. Siete prostrate dalla commozione che quella voce vi suscita, emotivamente coinvolte dalla pena e dall'umiliazione che quella povera anima è costretta a subire giorno dopo giorno... poi, un dubbio terribile vi attanaglia la mente: e se dietro quella messinscena si nascondesse quel broccolo di vostro marito? Neh, non può essere! Oppure sì? Beh, se così fosse, poco male: il genere femminile avrebbe, almeno in parte, reso la pariglia a quello maschile! E voi? Voi siete nientedimeno che le paladine di questa nobile crociata: se sentirete qualcuno per strada chiamare 'Giovanna!', potrete senza esitazione rispondere Oui, c'est moi, Jeanne d'Arc!