mercoledì 9 dicembre 2015

Scusa n. 61 - Natale: l'incubo 'albero' incombe...

Non so voi, ma io il Natale lo vivo come un incubo, e mo' vi spiego pure il perché! A parte i 3 o 4 chili che puntualmente vanno a rimpinguare le nostre forme, dobbiamo mettere in conto pure i cenoni e i pranzi di prassi, i regali, le calze della Befana e, naturalmente, il famigerato alberello. Senza dimenticare, in questo triste frangente, le famiglie meridionali che meritano tutta la nostra solidarietà, dovendo allestire pure un presepe per lo meno decoroso!
Eppure, la tremenda visione dell'albero di Natale, con tutti i suoi interminabili ammennicoli, è quella che senza dubbio miete più vittime.
Il suo allestimento è una sorta di corsa ad ostacoli, il cui superamento non è affatto scontato. Cominciamo dal primo: rintracciare gli scatoloni in cui l'anno prima abbiamo pigiato albero, annessi e connessi. Per venire a capo della faccenda, occorrerebbe un applicativo simile a quello che permette di rintracciare lo smart phone. In questo modo, avremo guadagnato almeno mezz'ora di tempo e anche di salute!
Secondo ostacolo: montaggio dell'adorato alberello. Considerato che adesso vanno quelli ecologici e possibilmente oltre i 2 metri, dovrete cimentarvi con la sistemazione di ogni singolo rametto nell'apposito alloggio. Peccato che i rami siano stati riposti alla rinfusa e leggere le etichette distintive sia ormai diventato impossibile!
Terzo ostacolo: sistemazione delle lucine. Provi le serie una ad una e si accendono tutte. Poi le sistemi sull'alberello impiegando circa un'ora, le colleghi alla presa elettrica e, magia... non funzionano! Arrrgh!
Quarto ed ultimo ostacolo (il più insidioso): disposizione delle palline e degli altri addobbi. Ebbene, sì! Siamo quasi al traguardo e stiamo già pregustando il meritato riposo, quand'ecco che si affaccia all'uscio lui, il piccoletto di casa, che, con piglio autoritario, comincia a strappare le decorazioni una ad una, accompagnando ogni gesto con un esultante cinguettio.
A quel punto, l'ira funesta è al massimo. Sapete che c'è di nuovo? Io quest'anno per Natale me ne vado ai tropici, da sola!


14 commenti:

  1. Quell'immagine è un capolavoro ed è l'apoteosi del tuo post.
    E, per quanto mi riguarda, dal momento che detesto questo insopportabile rituale, ho risolto il problema facendo uscire definitivamente da casa mia albero ed ammennicoli natalizi vari. Non per questo non possiamo sederci alla tavola natalizia ingrassante facendo orribili scorpacciate di tutto.

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  2. Ha, ha, ha! Che tesoro, che sei!

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  3. Mi sono divertita a leggerti. Confermo tutta la fatica e i chili di troppo.
    Ma resto una che ama profondamente fare albero e presepe...

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    1. Posso confidarti un segreto? Li amo anch'io!

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  4. Un post ironico e divertente, scritto con mano sapiente.
    Tornerò spesso a trovarti.
    Cordialità ^___*

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    1. Grazie, e benvenuto in questo blog, che, diciamola tutta, per gli uomini è una sorta di campo minato...

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  5. Come ti capisco! Comunque, in casa mia, l'albero di natale non lo faccio io...:-)

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    1. Benvenuto, caro Remigio! Ma allora mi chiedo: se non sei l'addetto all'albero, cosa ti tocca fare per pareggiare i conti? Notte serena.

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  6. Buongiorno. Arrivo a te attraverso Mariella e l'Angolo del sorriso. A forza di leggere sti 101 modi per dire accidenti fammi vedere cosa scrive questa qui.
    Scrive carino. La storia dell'albero di natale è uno dei mille motivi per litigare con AnnaMaria. che è mia moglie, la custode del tempio, quella cui non va bene un tubo di quel che faccio io.
    Io affermo qui categoricamente che sto albero di natale altro non sia che una gran rottura di palle. Ogni anno all'arrivo del mese di dicembre si va in cantina a tirr fuori cartoni. Li devi tirar fuori tutti per sapere quali sono quelli giusti, quelli delle palle, dei lumini e degli accidenti tirati l'anno prima. Quando vai a controllare ci sono sempre palle e pezzi di palle, insomma altre palle da accattare e naturalmente quelle blu, che sono sempre quelle che si rompono prima, non le trovi mai nel primo posto dove vai ma devi girare mezza giornata, ch poi quelle rosse sono bellissime, ma no, noi abbiamo tnte palle argentate e allora il rosso ci sta male e meglio il blu.
    Hai capito mo che gran rottura?
    Bene, complimnti al tuo blog.

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    1. Oh, mamma, caro Vincenzo! Più che la preparazione dell'albero questa mi sembra una missione in Afghanistan, un po' come a casa mia! Grazie della visita che ricambio con vero piacere!

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  7. Tesoro se ti posso far contenta ti apro le porte dell'eremo, non faccio alberi nè presepi, non faccio nulla e con tutte le mie forze voglio dimenticare ( come ho fatto per due anni) le festività , rodendomi il fegato!!!!
    Bacionissimo!

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    1. Nellina, ribadisco: hai bisogno di farti un giro a casa mia! Bacio.

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  8. Trovo alcuni punti di contatto tra questo post e la mia esperienza. Ma soprattutto il reperimento degli scatoloni, da cercare nel ripostiglio della mansarda (almeno per me), spesso valicando con equilibrio incerto altri scatoloni non meglio identificati anche perchè - siccome Natale viene una volta all'anno - il materiale per gli addobbi non lo lasci tra ciò che deve restare a portata di mano....ti pare???
    E secondo: l'impianto elettrico al quale però ho rinunziato per timore che mi vada a fuoco la casa...
    Il presepio però - anche se non è degno di un "Natale in casa Cupiello" - lo faccio sempre e alcune statuine sono vecchie quasi come me....
    Un grande abbraccio, Carissima Silvana, e grazie di questo bellissimo post!!!

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    1. Tesoro, un'Annamaria vecchia non me la figuro proprio! Bacio forte.

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