martedì 18 agosto 2015

Scusa n. 42 - Tesò, co 'sto caldo rischi davvero grosso...

Tempo d'agosto, tempo di solleone! L'estate impazza e voi impazzite a causa della canicola. Chi non ha la fortuna di trascorrere questo periodo al mare, cerca refrigerio ricorrendo a quanto la Provvidenza mette a disposizione: fontane dei centri storici della città, la classica sedia in plastica posta sotto la doccia aperta a profusione, ventilatori che giorno dopo giorno arrancano sempre più, perdendo pezzi e sbullonandosi per via della calura crescente.
Inutile dire che la smania e l'insofferenza verso le insopportabili condizioni climatiche raggiungono il picco nelle ore notturne, allorquando buona parte dei palliativi messi in atto nelle ore diurne non sono più fruibili e la percezione del calore, non si sa bene per quale motivo, cresce all'ennesima potenza. Il letto è un giaciglio di fuoco, il cuscino rovente arrostisce il cervello e il corpo gronda sudore da ogni singolo poro di cui madre natura lo ha dotato. Le possibilità di fuga sono inesistenti, a meno di optare per un biglietto di sola andata per l'Islanda.
Lo scenario è men che mai stuzzicante e la sola idea di una mano bollente e sudaticcia poggiata su una qualsiasi parte del vostro corpo vi fa letteralmente schizzare il sangue alla testa, trasformandovi in una sorta di Rambo versione femminile. Ne consegue che la vostra reazione contro le velleità dell'incursore potrebbe essere imprevista e non propriamente aggraziata... Che dire, date le premesse? Senza dubbio, il consiglio per l'impavido Ardito è quello di non osare oltre misura: è in gioco, senza tema di esagerazione, la sua stessa incolumità fisica. Parola di donna bionica!