domenica 18 gennaio 2015

Scusa n. 26 - E' il Santo Patrono ed io...

Chi, come me, vive in un paesino, sa bene che la festa del Santo Patrono è una delle più attese, in quanto mobilita buona parte della popolazione autoctona, un po' (anche se su scala ridotta) ciò che accade a Rio de Janeiro in occasione del famosissimo carnevale.
Ebbene, la commemorazione del Sant'Uomo (è proprio il caso di dirlo!) ci offrirà un altro memorabile pretesto per sfuggire alle incursioni del nostro assaltatore. Entriamo, dunque, nei dettagli.
Naturalmente, ogni paese o città ha i suoi riti e le sue usanze, con una mescolanza, spesso indissolubile, tra sacro e profano. L'elemento, tuttavia, imprescindibile è che qualunque ricorrenza patronale implica una macchina organizzativa che (su grande o piccola scala non importa!) provvede all'allestimento dei festeggiamenti di rito. E voi, inutile dirlo, dovete entrarne a far parte, costi quel costi, anche un'eventuale conversione religiosa. Si tratta quasi sempre di prestazioni a titolo gratuito, per cui la vostra offerta in qualità di volontaria dell'organizzazione sarà di sicuro accolta a braccia aperte. E' importante che, tra i vari tasselli a vostra disposizione, scegliate quelli che comportano una più intensa e protratta attività, di modo che sarà per voi un gioco da bambini addurre la tanto anelata scusa per sottrarvi alle avances dello sprovveduto allocco: il Santo Patrono ha bisogno di voi, sine ullo limite; tutto ciò che ostacola la vostra linea diretta con il divino corre seri pericoli, per cui il vostro lui è avvisato: gli conviene stare alla larga almeno fino alla fine dei festeggiamenti, pena un anatema coi fiocchi dalle altissime sfere!


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