lunedì 28 dicembre 2015

Scusa n. 64 - Te la ricordi la prozia Gertrude? E' morta!

Grave lutto in famiglia! La vostra amata prozia Gertrude, all'invidiabile età di 101 anni, 8 mesi e 17 giorni, si è finalmente decisa a volare verso altri lidi. Il vuoto che ha lasciato la vegliarda è davvero incolmabile, considerato che, nonostante gli anni, era ancora in grado di tenere banco alle tavolate di famiglia e che, soprattutto, era, a memoria d'uomo, la migliore banditrice di tombola di tutti i tempi. E' pur vero che, alle volte, nell'impeto di pronunciare i numeri e darne la relativa interpretazione, rischiava di proiettare la dentiera nel piatto di struffoli del vicino o che l'eccesso natalizio di cibo e libagioni scatenava nel suo coriaceo intestino una sorta di fuochi pirotecnici che, alla fine, trovavano sfoghi folcloristici da orifizi orali o di altro genere.
Insomma, con la cara zia Trudi non c'era mai da annoiarsi, come quella volta che dal gran ridere per un film di Stanlio ed Ollio non riuscì a trattenere la pipì: sfortuna che era a letto, con la termocoperta in funzione, e che, se non fosse stato per l'intervento tempestivo di un pronipote pompiere, stava per fare la fine del pollo arrosto!
Di cose da raccontare ne aveva davvero tante, anche se il suo argomento preferito erano le barzellette, possibilmente spinte, che non perdeva occasione di sciorinare a chiunque, malauguratamente, si trovasse nel suo raggio di azione. Era talmente allenata, che con il suo bastone riusciva ad agganciare gli abiti dell'ignaro passante con la stessa velocità e maestria con cui un cowboy prende al lazo un manzo, dopodiché ti toccava stare lì ad ascoltarla per almeno un paio di ore (oltre allo stomaco, aveva anche una memoria di ferro, purtroppo!).
Comunque, la nota positiva era la sua generosità con cui si faceva immancabilmente perdonare i suoi eccessi. Peccato che talvolta la vista la tradisse e, anziché regalarti un bel bigliettone da 50 €, ti rifilava qualche banconota malconcia del Regno d'Italia.
Con lei se n'è letteralmente andato un pezzo di storia e il minimo che possiate fare è recarvi ad omaggiare la sua tomba che, però, per la cronaca, si trova nella sua terra natìa, la bella e remota Sicilia.
Ciao, anzi salutamu, marito mio! Giusto il tempo di andare, onorare la zia, fare il giro dei saluti dei 100/200 parenti e ritornare.
Viva Trudi! Viva il Re! Viva l'Italia!



giovedì 17 dicembre 2015

Scusa n. 63 - La mia migliore amica divorzia: corro da lei!

Nubi, anzi, tempesta in arrivo sul matrimonio della vostra migliore amica! La notizia dell'imminente divorzio era già nell'aria da tempo, e chi meglio di voi, custode da sempre dei suoi più reconditi segreti, può saperlo?
Certo, la formalizzazione di ciò che era preannunciato è comunque un duro colpo, è una sorta di incisione nel marmo della sentenza di un fallimento, quello di un'unione che solo Dio avrebbe potuto sciogliere. Eppure il dado ormai è stato tratto e la notizia è ufficiale: la vostra migliore amica ha chiuso definitivamente un capitolo della sua vita.
Andare punto e a capo non sarà semplice, anche se lei ostenta sicurezza e spavalderia. Conoscete bene i vostri polli e siete matematicamente sicure che a breve ci sarà il tracollo...
A voi, neanche a dirlo, toccherà raccogliere i cocci e tentare di rimetterli insieme.
Il compito non sarà assolutamente semplice e da sottovalutare, per cui, cocco bello, anche stavolta dovrai farti da parte: lei deve correre dalla sua amica del cuore, il momento lo richiede. Se poi le ha fatto pure da testimone, allora il suo carico di responsabilità cresce esponenzialmente e, in questo caso, correre non basterà: dovrà mettere le ali!



venerdì 11 dicembre 2015

Scusa n. 62 - Per il tuo compleanno, tesoro, ti faccio la festa!

Si avvicina il giorno del compleanno del nostro adorato trottolino e non stiamo più nella pelle all'idea di regalargli una megagalattica festa a sorpresa.
Certo, mantenere il segreto sarà per noi un'impresa titanica. Tuttavia, una volta tanto, terremo a freno la lingua e tesseremo in silenzio la nostra tela.
Per cominciare, faremo in modo da rintracciare tutte le persone a lui più care, dovessimo pure andarle a stanare in capo al mondo. Quindi, passeremo all'organizzazione del party, che ci fregeremo di curare in ogni minimo particolare; nulla sarà lasciato al caso: la scelta della location, l'allestimento della tavolata, il menù, l'intrattenimento musicale, il cadeau di fine serata.
State pur sicure che l'ignaro trottolino, di fronte all'effetto sorpresa che gli avrete riservato, cadrà ai vostri piedi come una pera cotta. Il suo cuore traboccherà di amore e gratitudine, la sua gioia sarà alle stelle e l'emozione renderà i suoi occhi lucidi.
Ma il poverello, frastornato e in uno stato di semi-beatitudine, ancora non ha realizzato quale colpo gobbo abbiate in serbo per lui: d'accordo con i suoi amici di sempre, avrete riservato per l'allegra brigata un tavolaccio alla bettola di Sasà 'o malamente (Salvatore il cattivo), in cui i buontemponi potranno rievocare fino a notte fonda i fasti che furono.
Mamma mia, 'sta festa, che masterpiece!



mercoledì 9 dicembre 2015

Scusa n. 61 - Natale: l'incubo 'albero' incombe...

Non so voi, ma io il Natale lo vivo come un incubo, e mo' vi spiego pure il perché! A parte (nella migliore delle ipotesi) i 3 o 4 chili che puntualmente vanno a rimpinguare le nostre forme, dobbiamo mettere in conto pure i cenoni e i pranzi di prassi, i regali, le calze della Befana e, naturalmente, il famigerato alberello. Senza dimenticare, in questo triste frangente, le famiglie meridionali che meritano tutta la nostra solidarietà; esse sono, di fatto, le sfigate per eccellenza, in quanto devono rendere conto pure a De Filippo, allestendo un presepe che sia almeno decoroso!
Eppure, la tremenda visione dell'albero di Natale, con tutti i suoi interminabili ammennicoli, è quella che senza dubbio miete più vittime.
Il suo allestimento è una sorta di corsa ad ostacoli, il cui superamento non è affatto scontato. Cominciamo dal primo: rintracciare gli scatoloni in cui l'anno prima abbiamo pigiato albero, annessi e connessi. Per venire a capo della faccenda, occorrerebbe un applicativo simile a quello che permette di rintracciare lo smart phone. In questo modo, avremo guadagnato almeno mezz'ora di tempo e anche di salute!
Secondo ostacolo: montaggio dell'adorato alberello. Considerato che adesso vanno quelli ecologici e possibilmente oltre i 2 metri, dovrete cimentarvi con la sistemazione di ogni singolo rametto nell'apposito alloggio. Peccato che i rami siano stati riposti alla rinfusa e leggere le etichette distintive per grandezza sia ormai diventato impossibile!
Terzo ostacolo: sistemazione delle lucine. Provi le serie una ad una e si accendono tutte. Poi le sistemi sull'alberello impiegando circa un'ora, le colleghi alla presa elettrica e, magia... non funzionano! Arrrgh!
Quarto ed ultimo ostacolo (il più insidioso): disposizione delle palline e degli altri addobbi. Ebbene, sì! Siamo quasi al traguardo e stiamo già pregustando il meritato riposo, quand'ecco che si affaccia all'uscio lui, il piccoletto di casa, che, con piglio autoritario, comincia a strappare le decorazioni una ad una, accompagnando ogni gesto con un esultante cinguettio.
A quel punto, l'ira funesta è al massimo. Sapete che c'è di nuovo? Io quest'anno per Natale me ne vado ai tropici, da sola!


venerdì 4 dicembre 2015

Scusa n. 60 - Ho deciso: mi metto in proprio!

L'idea della casalinga che, tra un intingolo e una ramazzata, si cimenta con spavalderia e sicumera nel trading on line mi ha sempre affascinato; è, nel mio immaginario, una sorta di figura mitologica, a metà tra leggenda e realtà, che, pur tuttavia, la moderna pubblicità fa intravedere come assolutamente verosimile e degna di credito. Personalmente, ne sono così attratta che quasi quasi sarei disposta ad affidare il mio gruzzoletto a lei piuttosto che a Warren Buffet.
Già me la figuro mentre con un piede ninna il bebè, con una mano rimesta il sugo e con l'altra dà l'OK ad un ordine on line che, come per magia, le farà guadagnare l'equivalente di almeno un mese da operaio o da impiegato: basta un semplice click!
Insomma, per non tirarvela troppo per le lunghe, la via che porta al Dow Jones e al Nikkei è lastricata d'oro per ognuno di noi! Basta solo acquisire un po' di confidenza con il PC, dopodiché buttarsi nella mischia degli investimenti fai da te sarà un gioco da ragazzi. E vai, allora, con connessioni internet a gogò, nell'attesa frenetica di cogliere l'attimo che valga a triplicare, macché, a moltiplicare all'ennesima potenza il capitale iniziale!
Che vi devo dire? A me questa donna self-made, che opera come la novella maga della finanza, mi piace proprio assaje! Datale un po' tempo e vedrete che le previsioni di Buffet le faranno un baffo!



martedì 1 dicembre 2015

Scusa n. 59 - Elezioni del Consiglio di Istituto: un'occasione da non perdere!

La scuola italiana, nell'ottica di una compartecipazione e collaborazione di tutte le compagini in essa coinvolte, prevede che ogni tre anni venga eletto un Consiglio d'Istituto, formato da rappresentanti dei docenti, dei genitori e del cosiddetto personale ATA (personale amministrativo, tecnico ed ausiliario).
I genitori scelti da tutti gli altri a farne parte sono chiamati a compiti assolutamente da non sottovalutare, che vanno dalla predisposizione del bilancio e del conto consuntivo alla programmazione didattica, ai provvedimenti disciplinari nei confronti degli alunni. Tutto ciò, naturalmente, d'accordo con il Preside e con la rappresentanza degli insegnanti.
Quanto premesso vi fa intravedere, e neanche con troppa difficoltà, come tentare la carriera da rappresentante di istituto possa costituire il classico asso nella manica. Difatti, al momento giusto, si rivelerà una buona carta da giocare nell'ambito della meticolosa tela che andiamo tessendo a scapito del poveraccio che ci sta affianco.
L'incarico andrà preso con la dovuta serietà e il dovuto impegno, sicuramente perché ci preme operare bene e in coscienza, ma anche perché potremo avvalerci della facoltà di dileguarci al momento opportuno in nome del superiore interesse della collettività scolastica!
E allora, mamme, che aspettate? Scendete in campo al grido di: W la scuola! W il CdI!


giovedì 26 novembre 2015

Scusa n. 58 - Ahi ahi ahi, la cervicale!

Arriva il freddo e con esso quell'umidità che entra fin nelle ossa, insopportabile e sfiancante a tal punto che preferiremmo essere in un qualsiasi girone dell'Inferno, il più possibile vicino al centro della Terra.
Le nostre articolazioni ne risentono, il nostro corpo si rattrappisce: il ricorso alla classica borsa di acqua calda è d'uopo, condita da una tisana bollente e una termocoperta sparata al massimo della capacità termica.
Eppure, nonostante tutti i nostri sforzi, c'è immancabilmente un elemento di disturbo a cui non riusciamo a trovare rimedio: la cervicale! Il mal di testa che ne consegue è prostrante, ci mette totalmente fuori uso, per non parlare delle vertigini che spesso si accompagnano alla tremenda emicrania!
Abbiamo persino optato per un collarino rigido che ci sostenga nei momenti più critici: poco importa se abbiamo le sembianze di un pinguino imbalsamato... di sicuro, una simile visione è un ottimo deterrente per eventuali avances del mandrillone, cui non resterà che fuggire a mani alzate al grido di "Orrooore!"


giovedì 19 novembre 2015

Scusa n. 57 - Volontariato, io ci sono!

Nel passato, ogni famiglia che si rispettasse annoverava un notaio, un prete e un generale; oggi le cose sono un po' cambiate, e le figure che non possono mancare sono il blogger, il calciatore e il volontario.
E sì, avete capito bene: il volontario, perché in tutti noi si cela un animo buono che deve trovare la sua forma espressiva! Lasciamo stare se poi siamo pronti a venire alle mani con il vicino arrogante, ad aggredire gli insegnanti perché hanno osato richiamare più duramente del solito i nostri figli non proprio corretti, a condannare la presenza nelle classi di un diversamente abile perché poi rallenta il normale svolgimento del programma ministeriale, a ghettizzare i singoli in base alle nostre convinzioni etniche, politiche o religiose, dimenticando troppo spesso che non si può e non si deve fare di tutta l'erba un fascio.
Ciò non toglie che, buttando l'occhio sui vari social networks, siamo inteneriti e commossi da un numero inenarrabile di foto in cui i cani vengono abbandonati sull'autostrada il 15 di agosto, i bambini (per lo più, ironia della sorte, neri o musulmani!) patiscono fame e guerre, i parenti dei diversamente abili inviano messaggi di sensibilizzazione o chiedono una preghiera per i loro cari meno fortunati di noi. Ed ecco che, allora, il nostro buonismo insorge e si erge a paladino dei deboli dell'intera umanità. Qualcosa va fatta, e aderire ad un'associazione di volontariato diventa un vero e proprio must. Io vi consiglio quella che soccorre ed assiste i barboni notte tempo: in questo modo, potrete sgattaiolare fuori di casa con una validissima scusa. Del resto, cosa c'è di più importante che salvare il mondo?


martedì 10 novembre 2015

Scusa n. 56 - Arrrgh! Quel taglio inguardabile del mio parrucchiere...

L'universo femminile è, agli occhi degli uomini, praticamente incomprensibile: è una sorta di geroglifico ancora da decifrare, il cui messaggio, verbale ma soprattutto simbolico, rimane a tutt'oggi un imperscrutabile mistero.
Le reazioni maschili a fatti ed accadimenti sono generalmente più rudi ed immediate, ma rispondono indubbiamente a criteri di razionalità.
Quelle femminili, invece, sono avvolte da un'alea di imprevedibilità, di svampita incoerenza, a volte di capricciosa collera. Questa può raggiungere picchi di tale pericolosità da pregare Dio e tutti i Santi di non imbattersi in essa mai e poi mai, neanche per caso fortuito.
A tale proposito, andiamo ad analizzare una di quelle voci, ermetiche per il mondo maschile, ma generatrici di ira funesta in quello femminile: mi riferisco al taglio di capelli sbagliato!
Chi non ne è mai stata vittima, alzi la mano! I danni maggiori li combina quel parrucchiere da cui ci avventuriamo per la prima volta, il quale, senza dare alcun peso ai nostri suggerimenti, presume di sapere, per divinazione, quale sia la pettinatura che ci stia a pennello. E, detto fatto, comincia a darci giù di forbici. Il problema è che lui non è propriamente Edward Scissorhands e il risultato salta subito agli occhi: quella che rimiriamo allo specchio, ad acconciatura ultimata, è un'immagine sfregiata e sfilacciata di ciò che avevamo in mente prima di solcare la soglia di quel maledetto salone di bellezza! Eppure una vocina da dentro ci aveva suggerito di desistere, la stessa vocina che, ora, è diventata un ruggito, alla ricerca di qualcuno su cui sfogare la propria collera.
Conclusione? Bello mio, credimi, mai come stavolta ti conviene stare a debita distanza!





sabato 7 novembre 2015

Scusa n. 55 - W la suocera!

La letteratura, come del resto i luoghi comuni, è stracolma di riferimenti a questa scomoda figura che, nell'immaginario collettivo, incarna i conflitti più o meno latenti vissuti all'interno del rapporto di coppia.
Basti dire che in quel di Rocchetta Tanaro, piccolo borgo in provincia di Asti, è stata addirittura istituita la Festa nazionale della Suocera con tanto di scettro, un pesante mattarello che la dice lunga sulla 'docilità'  dell'agguerrita signora.
Ciò premesso, potete ben immaginare quale aria tiri in casa quando per la prossima domenica è prevista la visita dell'adorabile megera. Già sappiamo che avrà da ridire su una serie di particolari lunghi quanto la lista della spesa per il cenone di San Silvestro. Di sicuro, le camere non saranno brillanti quanto le sue, il bucato steso ad asciugare non avrà l'odore del pulito, la camicia che indossa il suo cucciolo sarà stropicciata all'attaccatura del colletto, senza parlare del pranzo domenicale che a stento assaggerà con la puzza sotto al naso.
Date le premesse, cosa può aspettarsi da voi il cucciolo di cui sopra? Per certo, saranno inevitabili pesanti ritorsioni nei suoi confronti, senza contare che egli dovrà espiare, con premure e regali extra, la colpa di avere cotanta madre.
Ciò che è innegabile, e quasi ci pesa riconoscerlo, è che stavolta siamo in debito con nostra suocera: una volta tanto è stata nostra alleata, a spese proprio del suo cucciolotto, il quale anche a questo giro dovrà attaccarsi al tram. E che te lo dico a fa' ?



mercoledì 4 novembre 2015

Scusa n. 54 - Raduno degli ex liceali all'orizzonte...

Grazie a Facebook e a WhatsApp, ormai i raduni degli ex maturandi imperversano per tutta la Penisola ed anche oltre confine!
Incontrarsi nuovamente a distanza di dieci, venti o trent'anni è diventato praticamente un must, da cui non si può prescindere, perché altrimenti fai la figura dell'asociale o, peggio ancora, di quello che è invecchiato male e teme il giudizio dei suoi coetanei più gagliardi.
Quest'anno, però, ricorre il trentesimo anniversario della maturità, a cui, come più volte promesso, non si mancherà, e l'ora fatidica dell'adunata con i buontemponi del tempo che fu si avvicina a rapide falcate: l'appuntamento è fissato per le festività natalizie che sono, praticamente, dietro l'angolo.
Alla terribile notizia, vostro marito è già nel panico, poiché si visualizza in quel completo gessato che è sicuramente degno di James Bond, ma che, per essere indossato, richiede un'apnea di circa quattro ore (la durata dell'incontro con i citati buontemponi). Per non parlare delle rughe che solcano il viso e la fronte e dei capelli che nel frattempo hanno detto bye-bye...
Che fare? Niente paura, tesoro! Qui, tutta per te, è pronta una personal trainer da fare invidia pure a Madonna.
Di tempo per rimettere in forma il nostro trottolino ne abbiamo ancora a sufficienza. Tuttavia, il percorso sarà duro, gli allenamenti forzati, la dieta ferrea. Non ci sarà spazio per alcuna divagazione, soprattutto di quel tipo, ma, alla fine, il risultato è garantito. Altro che Daniel Craig!



venerdì 30 ottobre 2015

Scusa n. 53 - Ho raccolto circa 10 kg di castagne...

Mesi di ottobre, tempo di castagne per antonomasia.
La castagna è uno di quei frutti che, come le ciliegie o le fragole, mette d'accordo un po' tutti, dai grandi ai piccini. E poi vanta proprietà nutrizionali davvero invidiabili, essendo ricco, oltre che di amido, anche di sali minerali e di zuccheri. E', pertanto, un alimento altamente energetico, che può integrare ottimamente l'alimentazione di chi è intollerante ai cereali o al latte.
Chi di voi ha la fortuna di abitare in zone ricche di castagneti non perda l'occasione di andare alla ricerca di questo prelibatissimo frutto.
Naturalmente, la raccolta delle castagne è alquanto impegnativa e richiede un equipaggiamento adatto, volto soprattutto a proteggere le mani dagli insidiosi ricci. Ma, alla fine, sarà valsa la pena, per una serie di motivi che ora andrò ad illustrarvi.
La prima raccomandazione è quella di raccogliere castagne a iosa, almeno una decina di chili. Questo vi permetterà non solo di proporre ai vostri cari un'ampia gamma di varianti (dalle classiche caldarroste e castagne bollite ai marron glacé o, addirittura, ai primi e ai secondi a base di castagne), ma anche, e soprattutto, di accampare due valide scusanti che vi porranno in zona franca per tutto il periodo della meticolosa lavorazione: mi riferisco alla inevitabile spossatezza da castagna, patologia individuabile nei prontuari medici maggiormente all'avanguardia, e all'indisposizione intestinale che l'eccessivo consumo della castagna stessa vi avrà procurato.
Al poverino non resterà che affogare i dispiaceri nel vostro impeccabile Mont Blanc, sicuramente più facile da scalare delle vostre inaccessibili vette!


giovedì 29 ottobre 2015

Scusa n. 52 - Halloween Party... e io so' ridotta uno scheletro!

Che fare se uno dei vostri pargoli organizza a casa (e a vostra insaputa!) una festa di Halloween, invitando appena una dozzina di amichetti scatenati e mostruosamente agghindati? Immagino che la vostra reazione sia degna della più becera delle streghe, con smorfie di collera e minaccia paragonabili solo alla più spaventevole delle zucche! Tuttavia, quando il vostro tesoro, con aria supplichevole e occhi languidi, vi si parerà davanti implorando il vostro perdono e la vostra approvazione, la stizza si scioglierà come neve al sole e acconsentirete di buon grado ad organizzare l'ennesima festa tra le mura domestiche.
Se, poi, l'agguerrita progenie avrà provveduto anzitempo a stilare una dettagliata lista di tutto l'approvvigionamento necessario per il party mostruoso, allora dovete mettere in conto di trascorrere almeno due ore della vostra mattinata al supermercato. Ovviamente, fare tappa presso un unico punto vendita non sarà sufficiente, date le richieste quanto mai specifiche ed introvabili (vedi biscotti a forma di scopa, pizzette guarnite con ragni neri ed annesse ragnatele, decorazioni dolciarie, rigorosamente in tema, di colore arancione, verde e nero). Insomma, già depennare le singole voci dell'elenco, che l'abile figlio di buona mamma avrà anche provveduto a farvi firmare in calce a mo' di impegno solenne, richiederà una concentrazione e una fatica non indifferenti.
Chiaramente siamo soltanto alla fase A: farà seguito la fase B (allestimento della festa) e, quindi, la temuta fase C: gli Unni, vestiti da scheletri, streghe, vampiri e zombies, caleranno a casa vostra alle ore 17.00 in punto, per poi transumare dopo circa due ore al grido minaccioso di Dolcetto o scherzetto!
A voi, naturalmente, resterà la fase D, ossia riordinare la stamberga cui sarà ridotta casa vostra, dopo aver salvato il salvabile.
E ammesso che rimarrà ancora qualcosa di voi, la sera avrete solo la forza di accogliere il vostro lui al suono dell'andate coniato giustappunto per l'occasione: Halloween fosco, marito mio non ti conosco!




martedì 27 ottobre 2015

Scusa n. 51 - L'Expo volge al termine e c'è a disposizione un biglietto gratis...

Manca davvero poco alla chiusura dell'Expo: il sipario su uno dei più grandi eventi di questo millennio calerà definitivamente tra pochi giorni. Chi non è salito ancora sulla giostra, ha davvero poco tempo per farsi almeno un giro.
E voi, care mie, avete la fortuna di possedere un biglietto omaggio che va assolutamente utilizzato. Il vostro buon cuore e la vostra magnanimità vi spingono, tuttavia, a cedere tale privilegio alla vostra dolce metà che tanto si sacrifica per mandare avanti la baracca: un paio di giorni di puro relax è proprio ciò che gli occorre per ritemprarsi un po'.
Da brave e devote compagne, provvederete ad organizzare la sua trasferta nei minimi particolari, dal trasporto all'alloggio, dall'itinerario al ristorante etnico in cui fare tappa all'interno dell'Expo. Tutto affinché il vostro tesorino ricordi per sempre questa irripetibile esperienza. In più (aspetto non trascurabile di tutta la faccenda), in sua assenza vi farete carico dell'intera gestione familiare, cane e pappagallino inclusi.
Qualunque obiezione da parte sua non è ammessa: ormai ogni cosa è già stata pianificata e non c'è che da salire sul treno e raggiungere il più grande ristorante del mondo.
Del resto, il vostro trottolino merita questo ed altro e guai a chi osa contraddirvi!


lunedì 26 ottobre 2015

Scusa n. 50 - Mi sento male: il mio bambino si è fidanzato!

Premessa: scusa valida solo per le mamme di figli maschi.

E' cosa nota che il fidanzamento del figlio maschio incombe sulla nostra testa come la spada di Damocle. Piuttosto che cedere lo scettro ad una quindicenne scialba e trasandata (perché tale, sempre e comunque, apparirà ai nostri occhi), preferiremmo tagliarci la mano destra, anche se, a pensarci bene, forse sarebbe meglio tagliarla a lei e levarcela di torno...
Fatto sta che, inevitabilmente, l'ora fatidica scoccherà e un bel giorno ci ritroveremo una squinzia che bighellona per casa alla ricerca del suo Io, perduto in chissà quale meandro della sua zucca vuota.
Il nostro moto di ribellione fermenta giorno dopo giorno, represso a fatica solo per amore del nostro cucciolo. La polveriera è pronta ad esplodere, intorno a noi si estende un vero e proprio campo minato...
Marito, sei avvisato: vade retro, ti conviene!


mercoledì 21 ottobre 2015

Scusa n. 49 - Attento a te: tra i tuoi contatti ho visto una biondina che...

Benedetti siano Facebook, Twitter e tutti gli altri social networks del XXI secolo, soprattutto per delle cacciatrici di scuse come noi!
Senza dubbio vi starete chiedendo perché, ma sono altrettanto sicura che già vi stiate dando la risposta: eh sì, care mie, i potenti mezzi telematici dei nostri tempi ci offrono un alibi davvero inespugnabile, servito su un piatto, che dico, su un vassoio d'argento!
Andiamo a vedere di cosa si tratta...
Si dice che la gelosia sia il sale dell'amore, quel quid che, se non eccessivo, contribuisce a mantenerne vivo il fuoco. E allora perché, questa volta, non vestire i panni della donna gelosa? A fornirci il pretesto saranno proprio le immancabili frequentazioni di computer e smart phone che ogni giorno catturano l'attenzione del nostro lui per svariate ore. E noi, da brave compagne innamorate, andremo a buttare l'occhio sul cellulare del nostro trottolino, scovando tra i suoi contatti quello che fa al caso nostro: ecco, quella biondina, occhi azzurri, sguardo accattivante, cade proprio come il cacio sui maccheroni. Poco importa che sia l'insegnante di inglese di quel corso on line che sempre lui, il trottolino, sta seguendo da quasi un anno: la tipa ha tutti i requisiti per inscenare una sfuriata coi fiocchi!
Al suo rientro a casa, dopo una giornata di lavoro, traffico e stress, ci pareremo dinanzi all'ignaro malcapitato in posa mussoliniana e scateneremo su di lui la nostra collera. Il poverino, già tramortito dalla stanchezza, verrà definitivamente messo al tappeto dalla nostra veemenza, al punto da rimane letteralmente impietrito ed incapace di sollevare la benché minima obiezione. Una cosa è certa: stanotte gli tocca il divano!
Hey, English teacher, give me five! 




mercoledì 7 ottobre 2015

Scusa n. 48 - La Pavone duetta con la Berti: questa proprio non posso perdermela!

I gusti so' gusti! E questo si sa. Quando, però, è in giro il tour delle due vostre beniamine, Rita Pavone ed Orietta Berti, che addirittura duettano, allora i gusti diventano passioni dalle quali non si può prescindere: costi quel che costi, sarete a quel concerto, con un biglietto in prima fila tra le mani e piene di trepidazione nell'attesa che due giganti (si fa per dire!) della musica italiana anni Sessanta - Settanta calchino il palcoscenico.
Di fronte a cotanta determinazione, cosa può fare il poverino che vi sta accanto? Beh, la probabilità che vi segua in questa folle impresa è generosamente al di sotto dell'unità, se non addirittura inesistente, motivo per cui siete a cavallo: ancora una volta il ganzo è stato aggirato.
Non vi rimane che prenotare il primo aereo per Lugano (ebbene sì, è lì la prima tappa del tour delle tappe!) e prendere il volo!
Bye bye, darling, ma non preoccuparti: Tu sei quello che Come te non c'è nessuno!



martedì 6 ottobre 2015

Scusa n. 47 - Se non la smetti con il Tressette del sabato sera, giuro che...

Sbaglio o no nell'affermare che il sabato sera, in un rapporto di coppia che si rispetti, è sacro? E', cioè, il giorno, che precedendo il dì di festa, consente di attardarsi in uscite serali da soli o in compagnia, alimentando quella complicità che è linfa vitale nel rapporto a due.
Ciò detto, se il nostro lui ha pensato bene di dedicare il sabato sera al Tressette con gli amici, lasciamoglielo pure fare; anzi, il tutto giocherà a nostro favore per imbastire un'altra scusa coi fiocchi. Ci darà un più che valido pretesto per palesare il torto e l'umiliazione cui egli ci sottopone week-end dopo week-end, in attesa che, nottetempo, si ritiri maleodorante di birra e sigari di terz'ordine (dotazioni, queste, generose ed immancabili della bettola ove si riunisce con gli altri buontemponi del suo calibro). E, naturalmente, ci offrirà una scusa inappellabile per chiudere irrevocabilmente i 'cancelli'.
Insomma, varrà bene la pena rinunciare alla Saturday Night Fever: in cambio ci saremo assicurate l'incolumità per un'intera settimana, con la radiosa certezza che il sabato successivo la storia si ripeterà!


lunedì 5 ottobre 2015

Scusa n. 46 - Ti sei dimenticato del nostro anniversario: scompagni a morte!

Cari maschi, ma lo sapete che se dimenticate l'anniversario (di matrimonio o di fidanzamento che sia) rischiate davvero, ma davvero, grosso?
Innescate nella vostra lei una reazione incontenibile e pari, per portata ed effetti, a quella della bomba atomica. Mi spiego meglio: è un po' come, alla sua domanda "Tesoro, secondo te sono un tantino sovrappeso?", rispondere "Sì, effettivamente lo sei!", aggiungendo, in seconda battuta, perché consapevoli di aver scatenato una catastrofe senza precedenti, "Ma a me piaci lo stesso!".
Inutile precisare che lei sarà già talmente imbufalita che nessuna cosa possiate dire o fare riparerà in alcun modo il danno. Anzi, le pezze a colori non faranno che peggiorare la vostra già precaria posizione.
Lo stesso vale anche nel caso in cui il temibile anniversario venga preso sottogamba, tentando, poi, di rimediare tardivamente con il classico mazzo di rose rosse. Lei, ferita nell'orgoglio, non ci starà a questi meschini compromessi, a meno che...  beh, a meno che il meschino compromesso non sia firmato Cartier!


lunedì 28 settembre 2015

Scusa n. 45 - Bello mio, c'hai 'na fiatella... Urge rimedio drastico e risolutivo!

Per amore, noi donne siamo disposte a tollerare l'inverosimile, ma ci sono due cose, due particolari, che, se trascurati dagli uomini, risvegliano la nostra intolleranza e la nostra più bieca attitudine guerrafondaia: i calzini corti e l'alito cattivo (detto anche, volgarmente, fiatella).
I primi sono ostacolo facilmente aggirabile, ma la seconda è un nemico subdolo, in quanto può fare la sua comparsa per cause non sempre individuabili in maniera rapida e risolutiva. L'effetto è, in ogni caso, devastante, al pari di una pioggia acida o di una guerra batteriologica.
Indubbiamente, far partecipe il nostro lui di questa sua momentanea (si spera!) défaillance richiederà tutta la premura di cui solo noi siamo capaci.
Una cosa è certa: fino a che il maleodorante problema non sarà estirpato alla radice, il poverino non avrà alcuna possibilità di successo e dentro di noi non ci sarà posto che per il grido marziale "Non passa lo straniero!".



mercoledì 23 settembre 2015

Scusa n. 44 - 'Back to school' (ovvero 'Marito mio, sei fritto!')

Finalmente, tutti a scuola! La campanella ha ripreso a suonare e noi abbiamo ripreso a respirare... E non solo perché lentamente tutto rientra nella routine rassicurante della normalità, ma soprattutto perché abbiamo a nostra disposizione un'altra scusa coi fiocchi.
Questa è una di quelle legate alla prole, per cui è scontato che la sua efficacia cresce esponenzialmente al crescere del numero dei figli: riadattarsi alle levatacce mattutine per preparare colazione, zaini, merendine, grembiuli e chi più ne ha più ne metta, è senza dubbio motivo oltremodo valido per appellarsi all'esaurimento nervoso fulminante, soprattutto se la situazione è gravata dagli odiosissimi compiti a casa, odiosissimi per il solo fatto che costringono le mamme a stare inchiodate come Cerberi accanto ai loro figli fino a che l'ultimo punto non sia stato apposto sul quaderno.
Il quadro clinico mi pare abbastanza chiaro e tirare le somme è altrettanto facile: moglie stremata, marito in astinenza. A meno che lui non si offra di sostituirvi nelle amene incombenze testé elencate... ma, a pensarci bene, penso proprio che preferisca andare in bianco!


lunedì 21 settembre 2015

Scusa n. 43 - Una conserva e un sott'olio al giorno levano il marito di torno!

Casalinghe, a me! Settembre è notoriamente tempo di conserve e sott'olio: la varietà di frutta ed ortaggi di fine stagione consacrati all'abile manipolazione di solerti massaie è quanto mai nutrita. C'è solo l'imbarazzo della scelta e, ovviamente, sta a noi approfittare del momento propizio e cavalcare l'onda finché madre natura ce lo consente.
Il pretesto sarà quello di fare buona scorta di conserve genuine ed appetitose in vista di un inverno lungo e freddo.
Pertanto, ci attrezzeremo di santa pazienza e di tutto quanto possa occorrere per avere la meglio su melanzane e zucchine, senza, tuttavia, disdegnare il kit completo per scodellare marmellate di fichi e di prugne a profusione.
Insomma, dobbiamo immaginarci alla stregua di una dea Kalì versione domestica, dotate di quattro braccia che freneticamente girano intingoli, affettano ortaggi, rabboccano barattoli, appiccicano etichette, il tutto in un tourbillon crescente di euforia e frenesia allo stato puro, che faranno di noi delle vere e proprie macchine da guerra.
E allora, cari miei, anche stavolta vi conviene battere in ritirata, a meno che non vogliate essere travolti dall'incontenibile avanzata delle temibili Panzer in grembiule a fiori!



martedì 18 agosto 2015

Scusa n. 42 - Tesò, co 'sto caldo rischi davvero grosso...

Tempo d'agosto, tempo di solleone! L'estate impazza e noi impazziamo a causa della canicola. Chi non ha la fortuna di trascorrere questo periodo al mare, cerca refrigerio ricorrendo a quanto la Provvidenza mette a disposizione: fontane dei centri storici della città, la classica sedia in plastica posta sotto la doccia aperta a profusione, ventilatori che giorno dopo giorno arrancano sempre più, perdendo pezzi e sbullonandosi per via della calura crescente.
Inutile dire che la smania e l'insofferenza verso le insopportabili condizioni climatiche raggiungono il picco nelle ore notturne, allorquando buona parte dei palliativi messi in atto nelle ore diurne non sono più fruibili e la percezione del calore, non si sa bene per quale motivo, cresce all'ennesima potenza: il letto è un giaciglio di fuoco, il cuscino rovente arrostisce il cervello e il corpo gronda sudore da ogni singolo poro di cui madre natura lo ha dotato. Le possibilità di fuga sono inesistenti, a meno di optare per un biglietto di sola andata per l'Islanda.
Lo scenario è men che mai stuzzicante e la sola idea di una mano bollente e sudaticcia poggiata su una qualsiasi parte del nostro corpo ci fa letteralmente schizzare il sangue alla testa, trasformandoci in una sorta di Rambo versione femminile. Ne consegue che la nostra reazione contro le velleità dell'incursore potrebbe essere imprevista e non propriamente aggraziata... Che dire, date siffatte premesse? Senza dubbio, il consiglio per l'impavido Ardito è quello di non osare oltre misura: è in gioco, senza tema di esagerazione, la sua stessa incolumità fisica. Parola di donna bionica!


sabato 30 maggio 2015

Scusa n. 41 - Prime comunioni in vista: la mia sarà la più ammirata!

Siamo nel pieno del tourbillon delle Prime comunioni e intere famiglie, mamme in prima fila, sono in fibrillazione per questo importante passo della loro prole nella comunità cattolica.
C'è da dire che, come per buona parte delle festività della nostra religione, anche in questo caso si è persa in maniera significativa la pregnanza spirituale dell'evento a favore dell'aspetto meramente consumistico.
Ne consegue che mamme esaltate da ansia di prestazione organizzino la cerimonia in questione alla stregua di un matrimonio principesco, facendone il teatro di improbabili allestimenti al limite del kitsch e, ovviamente, della follia allo stato puro.
Ogni dettaglio viene studiato e concepito in maniera maniacale: nulla deve essere fuori posto, a partire dall'acconciatura e trucco da star della piccola suorina fino alle bomboniere da mille e una notte che farebbero impallidire persino Adnan Khashoggi.
E voi, poveri ingenui, pensate che tutto questo si possa improvvisare da un'ora all'altra? Neanche per sogno: occorre muoversi con almeno due mesi di anticipo se si vuole essere sicure di avere la meglio sulle altre agguerritissime concorrenti. Tutte partecipano, tutte prendono il via al colpo di pistola, ma solo una taglia il traguardo per prima! E' qui che sta la differenza e, in questa corsa per la vittoria, voi, cari uomini, siete solo uno degli ostacoli da saltare, per cui, consiglio da amica, fatevi da parte finché siete ancora in tempo!


mercoledì 6 maggio 2015

Scusa n. 40 - 'Cambio di stagione': che incubo!

Uffà, è arrivato il caldo! I nostri nervi cominciano a vacillare, non solo perché dobbiamo scoprirci e, nostro malgrado, mettere in mostra le nostre rotondità, ma soprattutto perché ci attende un vero e proprio incubo: il cambio di stagione, ossia la rotazione stagionale negli armadi allorquando le condizioni climatiche cominciano a cambiare sensibilmente.
L'impresa ci appare titanica considerato che, oltre a rimpiazzare materialmente i capi invernali con quelli estivi, dovremo procedere anche ad un'accurata cernita, eliminando tutti gli indumenti che ormai non utilizziamo da secoli.
Dopo l'esecuzione capitale dell'ammasso informe di panni dismessi, ci toccherà spulciare meticolosamente i capi salvati: dovremo controllare ad una ad una le tasche e verificare che esse siano svuotate di tutto, poiché una carta di caramelle o un fazzoletto dimenticati stuzzicherebbero la voracità delle tarme (arrgh!). Dovremo spazzolare l'interno dei risvolti dei pantaloni, dove più facilmente può annidarsi la polvere, e dovremo dare una spazzolata anche a giacche e gonne prima di spostarle nella parte alta dell'armadio con l'odiosissima asta issa-indumenti. Senza considerare che molti capi, prima di essere riposti, andranno previamente lavati; in questa circostanza, dovremo tenere i nervi saldi e dar fondo a tutte le nostre energie: saremo molto probabilmente costrette ad usare la forza bruta per pigiare l'abietta caterva di panni nella povera lavatrice, chiudendone l'oblò con un'energica pedata. E cosa dire, poi, del conseguente, inevitabile stiraggio di tutto ciò che sempre lei, la povera lavatrice, vomiterà?
Insomma, care mie, 'sta scusa vale per cento, e ho detto tutto!


domenica 3 maggio 2015

Scusa n. 39 - Amore mio bello, ho fatto un fioretto...

Mese di maggio, mese di fioretti!
Così come la natura si risveglia dal torpore autunnale, esplodendo in una gioia di colori e profumi, così il nostro spirito, in questo mese in particolare, si eleva, si purifica e rifiorisce: a fronte di un piccolo sacrificio o di una piccola rinuncia, viene offerto simbolicamente un fiore (da cui la parola fioretto) alla Madonna, affinché Ella da lassù ci guardi e ci protegga.
Dunque, quale momento migliore se non questo per coltivare la nostra spiritualità, per riscoprire i nostri sentimenti più puri e più profondi?
L'incanto della natura ci spinge alla contemplazione e al misticismo; gli effluvi degli alberi in fiore ci inebriano e ci elevano ad una dimensione trascendentale.
Nulla può e deve profanare questo paradiso, questo idillio spirituale.
La purezza dei gigli, con cui orneremo ogni angolo della nostra casa, ricondurrà in ogni istante il nostro corpo allo slancio mistico che dovrà animarci per l'intero mese mariano.
Insomma, per farla breve, Amore mio bello, per tutto maggio, non c'è trippa pe' gatti!

giovedì 2 aprile 2015

Scusa n. 38 - Tempo di pulizie di primavera: non ci sono per nessuno!

Respiriamo l'aria, è la primavera... così recita l'incipit di una famosa canzone degli anni Novanta di Marina Rei.
E, con l'arrivo dei primi tepori, noi donne, animate dalla ferrea volontà di portare l'aria di primavera anche nelle nostre case, cominciamo a mettervi mano in ogni angolo, anche quello più recondito e dimenticato. Lo scopo? Far sì che il ciclone delle pulizie primaverili non risparmi nulla e che, dopo giorni e giorni di incessante lavoro, anche il più piccolo granello di polvere sia stato stanato. Tanto che, alla fine, noi, eroine infaticabili della guerra ad oltranza contro lo sporco, possiamo finalmente ergerci vittoriose, scopa in pugno, sul tavolo della cucina, ed innalzare il nostro ancestrale grido di vittoria contro l'odioso invasore.
Ovviamente, anche coloro che non siano delle fanatiche del pulito possono trarre spunto da questa più che vantaggiosa circostanza per cimentarsi come non mai nell'ardita impresa delle faccende domestiche. Quanto maggiore sarà l'impegno profuso, maggiori saranno i risultati raggiunti e maggiore, naturalmente, sarà anche la fatica accumulata. Starà a voi, e alla vostra ormai comprovata abilità di commedianti, amplificare l'effetto 'spossatezza' delle grandi manovre casalinghe.
A fronte del vostro eroico sacrificio a favore dell'economia domestica, il povero malcapitato, che ha la (s)fortuna di vivere accanto a voi, non potrà fare altro che alzare le mani e ritirarsi in buon ordine nelle sue stanze. Ogni onore e rispetto a cotanta guerriera, alla Valchiria del XXI secolo, che anche stavolta, inutile ribadirlo, ha aggiunto l'ennesima vittoria al suo personalissimo palmares!



lunedì 23 marzo 2015

Scusa n. 37 - Bye bye, my dear: ho vinto una vacanza premio con i colleghi!

La donna lavoratrice è fuor di dubbio meritevole del massimo rispetto, in quanto, come più volte sottolineato, deve necessariamente possedere una marcia in più per poter far fronte agli impegni lavorativi unitamente a quelli domestici.
La premessa non è di poco conto e capirete subito il perché. 
Sebbene la presente scusa sia appannaggio soltanto di coloro che lavorano in aziende private (non mi risulta che al momento il nostro sgangheratissimo Stato o i nostri traballanti Enti Pubblici concedano delle vacanze premio!), essa, tuttavia, offre alla gazzella di turno l'opportunità di svignarsela almeno per un fine settimana, peraltro senza alcuna possibilità di obiezione da parte del povero predatore. E se qualcuno si chiedesse per quale motivo affermo ciò con tanta sicumera, beh, la spiegazione appare inequivocabile: considerata la premessa di apertura e considerato lo stress accumulato dalla gazzella che tutti i santi giorni salta a velocità forsennata dal lavoro alla casa, dalla spesa ai figli, dalla palestra all'imprevisto di turno, solo un folle votato al suicidio oserebbe frapporsi tra la suddetta gazzella e il suo viaggio premio! Dirò di più: se soltanto subodorasse che stanno per rovinarle la festa, sempre lei, la gazzella, si trasformerebbe detto fatto in una leonessa e, allora, del povero ganzo non rimarrebbero che le ossa!
Insomma, cari maschi anche stavolta vi conviene tenere a freno la lingua ed abbozzare. E voi, care amiche, godetevi appieno la vacanza, fosse pure presso l'Agriturismo "Da Zi' Peppe" di Pollena Trocchia (esiste davvero, eh!)



mercoledì 18 febbraio 2015

Scusa n. 36 - Aiuto! Dio mi salvi dal facocero!

Avete un uomo con la panza, uno di quelli stile 'camionista incallito e senza rimorsi'? Bene, in tal caso viaggiate sicuramente con una marcia in più a bordo di questa nuova scusa.
Andiamo subito a scoprire di cosa si tratta.
Tutti abbiamo bisogno di rigenerarci da una giornata piena di impegni, e la cura migliore è, senza dubbio, una bella e prolungata dormita. Esiste, tuttavia, un però... e se il nostro lui russasse come un treno imbufalito al punto tale da infrangere sistematicamente il nostro anelito ad un sonno corroborante?
Beh, la soluzione è semplice: urge un trasferimento protempore nella camera dei bimbi, in attesa che l'irriducibile facocero si decida una volta per tutte a perdere quei 15-20 chili soverchi. E anche se il cammino sarà lungo, pazienza! Per quanto vi riguarda, siete disposte a dare al vostro corpulento pasticcino tutto il supporto, materiale e morale, di cui necessita. E, considerato che mai come stavolta le vere vittime della situazione siete voi, meritate davvero una statua d'oro. La caccia al facocero è aperta!


mercoledì 11 febbraio 2015

Scusa n. 35 - "Mamma, mi fai un po' di chiacchiere?" "Un po'? Almeno 2-3 chili!"

Tempo di Carnevale, tempo di chiacchiere! Una vera ghiottoneria per tutti i bambini, a prescindere dalla latitudine. E una vera benedizione per voi mamme. Vediamo subito il perché.
Coloro che finora hanno ripiegato sulle chiacchiere in vendita al supermercato, sono vivamente pregate di prendere carta e penna ed annotare la ricetta di quelle fatte in casa. Vi rendere subito conto che il procedimento non è difficile, ma alquanto laborioso, visto che l'impasto va fatto lievitare, va tirato fino a risultare molto sottile e, infine, va ovviamente fritto.
In questo modo, quando la prole, con occhi supplichevoli, farà richiesta di questa delizia, non vi farete trovare impreparate e, anzi, ben sapendo ciò che vi aspetta, risponderete che quest'anno siete pronte a bruciare qualsiasi record e ad entrare nel Guiness dei primati: l'obiettivo è spadellare almeno 2-3 chili della gustosa prelibatezza.
Il risultato finale? Bimbi cosparsi di zucchero a velo dalla testa ai piedi e mamma ko! Marito mio, Chiuso per ferie per almeno un paio di giorni! Santo Carnevale!


lunedì 9 febbraio 2015

Scusa n. 34 - I vicini sono rimasti chiusi fuori, dobbiamo aiutarli!

Che fare quando fuori fa un freddo cane, sono le 10 di sera e, per ironia della sorte, tutti i componenti della famiglia hanno dimenticato le chiavi in casa? L'unica possibilità di sopravvivenza è bussare ai vicini e chiedere riparo per la notte, rimandando all'indomani l'intervento del fabbro. Beh, in una simile evenienza, voi, care amiche, dovete fare in modo di essere lì, presenti, a rassicurare la famigliola spaesata, offrendole asilo per tutto il tempo che sarà necessario.
In questo modo, prenderete due piccioni con una fava: vi farete belle agli occhi dei vicini (che, cosa non trascurabile, vi saranno grati a vita), ma, soprattutto, dovendo far sentire a proprio agio gli imbarazzati ospiti, sarete prontamente disposte a cedere loro la vostra stanza da letto, spostandovi, insieme a vostro marito, nella camera dei bambini.
Il poverino si ritroverà legato mani e piedi senza neanche rendersene conto, e voi, al grido di "L'ospite è sacro!", l'avrete scampata anche stavolta! Evvai!


domenica 8 febbraio 2015

Scusa n. 33 - Il mio 'bambino' si diploma: e che faccio, non lo aiuto?

Dai, che anche stavolta siamo a cavallo! L'esame di maturità dei figli rappresenta una pietra miliare nella storia di ogni famiglia: è la prima grande prova che i nostri ragazzi si trovano ad affrontare e che, vuoi o non vuoi, coinvolge l'intero nucleo familiare. Ma, si sa, la parte del leone, in occasioni del genere, la fa la mamma: il suo 'bambino', in un frangente così delicato, va sostenuto ed incoraggiato, costi quel che costi.
Vedere nostro figlio piegato sui libri, stremato dalla fatica, teso come una corda di violino, ci spezza letteralmente il cuore, al punto che saremmo disposte a tutto pur di mitigare quella sofferenza e quella preoccupazione. E poi... poi, l'idea, la grandiosa trovata: perché non affiancare il nostro cucciolo nelle ore di studio matto e disperatissimo? Si trattasse pure di un semplice supporto morale, fatto di coccole e litrate di caffè, il nostro scopo lo avremo raggiunto. Ed ora la domanda sorge spontanea: pensate davvero che lo scopo sia quello di aiutare nostro figlio in un momento cruciale? Macché, sveglia ragazze!!! Il fine ultimo che dovete avere sempre presente è quello di sviare il vostro agguerrito dongiovanni, e state certe che anche a questo giro l'avrete fatta franca. Nessuno può competere con l'ammore 'e mammà! Fine della storia.


sabato 7 febbraio 2015

Scusa n. 32 - Amore, la sai l'ultima? 'I love chess' (e guarda che non è una parolaccia!)

Chi di voi ha mai sentito parlare di scacchi? Beh, penso tutti. E chi di voi li ha mai praticati? Beh, penso che a questo punto la percentuale crolli in picchiata. Tuttavia, come dice il saggio, meglio tardi che mai, per cui vi consiglio vivamente di avvicinarvi quanto prima a questo gioco, solo apparentemente ostico. Per quale motivo? La risposta appare quasi scontata. Tuttavia, se non ci foste arrivate da sole, vi metto io sulla buona strada: gli scacchi ci prestano il fianco per un'altra scusa inespugnabile a danno del nostro povero rubacuori, scusa di cui andiamo a scoprire subito i dettagli.
Tutti sappiamo che gli scacchi sono un gioco di strategia avente l'obiettivo di dare scacco matto all'avversario (ossia, di mettere l'avversario nell'impossibilità di difendere il re). Cionondimeno, l'aspetto di questo gioco che maggiormente deve interessarci è che esso, come tutte le sfide basate su mosse e contromosse, può prolungarsi per ore ed ore. Il che significa che ci basta acquisire i rudimenti degli scacchi (per delle 'strateghe nate' come noi non sarà difficile!), iscriverci ad un torneo on line e il gioco, è il caso di dirlo, è fatto! La partita con il nostro sfidante d'oltreoceano ci terrà incollate al video per buona parte della nottata, motivo per cui... Good bye, amore! D'ora in poi, I love chess!



martedì 3 febbraio 2015

Scusa n. 31 - Questa te la faccio pagare: hai detto in pubblico che la lasagna di tua madre...

E' inutile, totalmente inutile, che veniate a fare le santarelline, sostenendo che voi non siete assolutamente gelose di vostra suocera. Questo tasto è senza ombra di dubbio uno dei più scottanti in un rapporto di coppia, al punto che potete sopportare con nonchalance che il vostro lui, anche in presenza di amici, sostenga che Belén ha un fondoschiena senza pari o che il décolleté (rifatto!) della Tatangelo sia da urlo, ma proprio non potete sorvolare sui paragoni tra voi e vostra suocera che l'incauto disgraziato allestisce con allegra spensieratezza in presenza di estranei.
Se poi la dissennata performance ha ad oggetto la vostra abilità culinaria, allora davvero lo sventurato rischia grosso: la vendetta che si scatenerà su di lui è solo lontanamente paragonabile alla famigerata ira di Zeus.
Già mi figuro la scena... In presenza di ospiti di riguardo, lo scellerato si sbilancia con quella che ritiene essere una battuta felice: la lasagna che avete preparato per l'occasione è ottima, però quella di sua madre è decisamente insuperabile. Ha quel non so che in più che forse dipende dall'esperienza o, più probabilmente, dal fatto di averla preparata per il suo adorato 'bambino' con tutto l'amore di cui solo una mamma è capace. Poveraccio! Adesso la vostra furia è a mille, soffocata a mo' di pentola a pressione e pronta alla deflagrazione appena gli ospiti si saranno tolti dai piedi!
Inutile dire che il primo provvedimento della rappresaglia consisterà nello sciopero della geisha a tempo indeterminato!


giovedì 29 gennaio 2015

Scusa n. 30 - La mia 'community' si incontra: caro, non posso mancare!

Premesso che mi scuso anticipatamente per l'uso eccessivo di inglesismi, tutti i bloggers (ossia coloro che scrivono una sorta di diario telematico dove appuntano giorno per giorno avvenimenti, emozioni, piccole scoperte o illuminazioni) sanno che periodicamente la loro community (ossia, una comunità virtuale fatta di persone che sin incontrano sul web e dibattono sui più svariati argomenti), quando diventa particolarmente affiatata, manifesta l'istanza di scoprire quali facce si nascondano dietro l'anonimato del computer.
E l'esagitazione diventa tanto più incontenibile quanti più sono i membri della community, che fremono all'idea di potersi radunare e dire finalmente: Ecco, questi sono i miei amici, quelli con cui condivido gli stessi interessi e le stesse emozioni, quelli che sono sulla mia stessa lunghezza d'onda. Ma, del resto che parlo a fare? Siete forse, voialtri, in grado di capirne qualcosa?
Insomma, il solo fatto di essere una blogger o di essere parte attiva di una community fa di voi una sorta di mosca bianca, alla ricerca spasmodica dei suoi simili.
Pertanto, l'evento che aspettavate come nessun altro, ossia il raduno dei vostri amici virtuali, vi offre un'altra scusa mirabolante per dileguarvi letteralmente nel nulla per almeno un paio di giorni. Roba da fare un baffo persino a Diabolik!
E allora, carissime ed agguerritissime bloggers, l'ora è giunta: armatevi e andate! Qui si fa l'Italia o si muore!


martedì 27 gennaio 2015

Scusa n. 29 - Il bimbo è febbricitante!

Questa scusa ha quasi del banale, ma, proprio perché scontata, sarà di sicura efficacia.
Noi mamme siamo spesso esageratamente apprensive nei confronti della salute dei nostri figli; questa la cattiva notizia, ma, attenzione, adesso arriva la buona: proprio perché oltremodo allarmiste, l'indisposizione di nostro figlio, seppur lieve, ci consentirà di allestire nella sua cameretta un campo-base della Croce Rossa, di mobilitare i massimi luminari della scienza medica e, naturalmente, di approntare un giaciglio di fortuna a tempo indeterminato per seguire (anche di notte!) l'evoluzione del terribile morbo.
Il poverino che ci sta accanto anche stavolta avrà ben poche possibilità di spuntarla: niente e nessuno, neanche la serie TV più gettonata del momento, è capace di surclassare i nostri adorati marmocchi.
E, naturalmente, per il calcolo delle probabilità, è avvantaggiata colei che ha più figli. Io ne ho quattro: a questo giro, praticamente imbattibile!


giovedì 22 gennaio 2015

Scusa n. 28 - Tesoro, sei un po' fuori forma, ti occorre...

Non sempre possiamo essere noi donne a sottrarci, con impegni di vario genere, alle avances della nostra dolce metà. Alle volte la nostra allegra e spensierata perfidia deve concepire qualcosa di più avanzato, ossia approntare per il nostro insuperabile casanova un pacchetto concepito apposta per lui, tramite il quale egli possa sentirsi coccolato ed apprezzato, ovviamente in completa, beata solitudine!
Ciò detto, l'idea potrebbe essere quella di regalare allo sprovveduto latin lover un soggiorno per una settimana presso un attrezzato centro benessere, in cui possa rimettersi in forma e liberarsi da quel paio di chili di troppo che affliggono il suo girovita. L'optimum sarebbe un centro in cui una qualche donnona di discendenza sassone manipoli ben bene il malcapitato con massaggi al limite della tortura, di modo che la sera lo sventurato non avrà la forza per alcuna distrazione, ma riuscirà a malapena a guadagnare il letto e a chiudere gli occhi.
Basterà una veloce ricerca su internet, un click e l'ambito pacchetto benessere arriverà dritto dritto fino a casa vostra, senza neanche dover prendervi il fastidio di andarlo a reperire in qualche negozio.
L'obiezione del poverino sarà scontata: "Perché non vieni con me?". Vi terrete pronte, ribattendo che no, non potete lasciare per così tanto tempo i bimbi, il lavoro, la casa, la mamma da accudire o sa solo Iddio cos'altro. La vostra coscienza e il vostro senso del dovere proprio non ve lo consentono, né, del resto, ve la sentite di privare lui, il vostro adorato trottolino, di un'esperienza così rilassante e ritemprante.
E allora, vai! Non vi resta che cominciare a preparargli la valigia e pregustare la vera settimana-benessere, la vostra!


martedì 20 gennaio 2015

Scusa n. 27 - Fermi tutti: la mia migliore amica si sposa!

Donne, attenzione! Anche stavolta non si scherza, poiché vi propongo su un piatto d'argento una scusa ineccepibile ed inattaccabile. Parliamo della vostra migliore amica, quella con cui avete condiviso gran parte dei momenti più importanti della vostra vita e che probabilmente custodisce più segreti del vostro confessionale di fiducia. Guai a chi solo pensasse di frapporsi tra voi e lei: fareste terra bruciata, ci mettereste una croce sopra, andreste punto e a capo, cancellereste tutto con un colpo di spugna. Se poi alle rosee premesse aggiungiamo un particolare non da poco, ossia che lei, la insostituibile alleata di mille avventure, si sposa, allora non ce n'è davvero per nessuno, neanche per la vostra dolce metà. Dirò di più: voi, ovviamente, siete state scelte quali testimoni della sposa e, in qualità di elette, siete fermamente decise a ricoprire tale ruolo con la serietà e la pregnanza che si addicono a cotanta investitura. Chiaro il concetto?
La vostra missione adesso è quella di stare accanto alla futura sposa e sostenerla come e quando potete (ossia, sempre!) nel fibrillante cammino che la condurrà al fatidico giorno.
E il vostro lui? Anche stavolta non avrà alternative: dovrà farsi da parte, consolandosi al pensiero che il matrimonio dell'amica del cuore avviene una volta sola nella vita (almeno si spera!).



domenica 18 gennaio 2015

Scusa n. 26 - E' il Santo Patrono ed io...

Chi, come me, vive in un paesino, sa bene che la festa del Santo Patrono è una delle più attese, in quanto mobilita buona parte della popolazione autoctona, un po' (anche se su scala ridotta) ciò che accade a Rio de Janeiro in occasione del famosissimo carnevale.
Ebbene, la commemorazione del Sant'Uomo (è proprio il caso di dirlo!) ci offrirà un altro memorabile pretesto per sfuggire alle incursioni del nostro assaltatore. Entriamo, dunque, nei dettagli.
Naturalmente, ogni paese o città ha i suoi riti e le sue usanze, con una mescolanza, spesso indissolubile, tra sacro e profano. L'elemento, tuttavia, imprescindibile è che qualunque ricorrenza patronale implica una macchina organizzativa che (su grande o piccola scala non importa!) provvede all'allestimento dei festeggiamenti di rito. E voi, inutile dirlo, dovete entrarne a far parte, costi quel costi, anche un'eventuale conversione religiosa. Si tratta quasi sempre di prestazioni a titolo gratuito, per cui la vostra offerta in qualità di volontaria dell'organizzazione sarà di sicuro accolta a braccia aperte. E' importante che, tra i vari tasselli a vostra disposizione, scegliate quelli che comportano una più intensa e protratta attività, di modo che sarà per voi un gioco da bambini addurre la tanto anelata scusa per sottrarvi alle avances dello sprovveduto allocco: il Santo Patrono ha bisogno di voi, sine ullo limite; tutto ciò che ostacola la vostra linea diretta con il divino corre seri di pericoli, per cui il vostro lui è avvisato: gli conviene stare alla larga almeno fino alla fine dei festeggiamenti, pena un anatema coi fiocchi dalle altissime sfere!


mercoledì 14 gennaio 2015

Scusa n. 25 - Mi sta spuntando il dente del giudizio: ahi, che male!


Dite la verità, questa scusa è davvero singolare, ma, se ben giocata, risulterà una carta assolutamente vincente.
E', infatti, cosa nota che il mal di denti sia una brutta bestia, un insopportabile aguzzino capace di infliggere intere nottate di dolore 'matto e disperatissimo', contro cui nessun calmante è in grado di competere in maniera drastica.
E allora, se due più due fanno quattro, a voi, care amiche non resta che tirare le somme: calatevi nella parte delle moribonde ed inscenate, come solo voi siete in grado di fare, il più devastante dei mal di denti che sia dato a mente umana di ricordare. La causa? La nascita del vostro primo dente del giudizio, che ha pensato bene di fare capolino quando ormai ci avevate del tutto rinunciato, per ricordarvi che nella vita non è mai troppo tardi per mettere un po' di sale in zucca.
E se lui vi chiedesse di dare un'occhiata all'inopportuno intruso? Beh, mantenete il sangue freddo e, supportate da un flebile lamento di dolore e spossatezza, ribattete che, no, proprio non ce la fate: in questo frangente, anche aprire la bocca è un supplizio!
E mi raccomando, non aspettate oltre per mettete giudizio! I vantaggi sono assicurati, parola di streghetta!



venerdì 2 gennaio 2015

Scusa n. 24 - Devo riprendermi dalle festività natalizie!

Il solo fatto di essere sopravvissuti alle festività natalizie è di per sé un evento che oserei definire epocale. Se poi alla naturale propensione alla sopravvivenza aggiungiamo la nostra condizione di donne, ossia coloro che in questo periodo dell'anno s'ammazzano più di tutti nei preparativi di feste e festini, pranzi e cenoni, tombolate ed annessi e connessi, la inevitabile conseguenza di simili premesse è che al 7 di gennaio ci sentiamo uno straccio. E non sottovaluterei l'altro aspetto avvilente del lungo tour de force natalizio, ossia la nostra lievitazione di almeno un paio di chili.
Ciò detto, non vi è difficile immaginare come un simile quadro si presti inequivocabilmente per un'altra delle nostre portentose scuse anti-maschio: siamo distrutte, demoralizzate e, non da ultimo, sufficientemente infuriate per la perdita della nostra linea (semmai ne abbiamo avuta una!).
La cosa più saggia che lui possa fare in questo frangente è lasciarci perdere: rischierebbe o di trovarci ronfanti sul più bello a causa della stanchezza o, ancora peggio, di doverci fronteggiare in un attacco di rabbia post-mangereccia: e lì sono davvero guai, perché sputiamo veleno!
Occhio, cari uomini!